Open lecture di Ravi Agarwal,
book launch: Politiques de la Végétation
Sala Carroponte | FM Centro per l'Arte Contemporanea - via Piranesi 10 Milano

La presentazione del volume POLITIQUES DE LA VÉGÉTATION. Pratiques artistiques, stratégies communautaires, agroécologie, a cura di Marco Scotini, pubblicato da Éditions Eterotopia France sarà l’occasione per una open lecture dell’artista indiano e attivista ambientale Ravi Agarwal, come ulteriore approfondimento dell'indagine del rapporto tra pratiche artistiche e pensiero ecologista nel continente asiatico e soprattutto in relazione a una forma intersezionale di ecofemminismo, in dialogo con Tiziana Villani e Marco Scotini.

Secondo Ravi Agarwal «dobbiamo accettare che la “natura” non sia una categoria astratta fatta solo per servire l’uomo ed essere dominata, ma che costituisce un insieme di relazioni che si formano in modo diverso a seconda del genere, della razza, della casta, ecc. I ruoli sociali e le gerarchie definiscono che cos’è la natura. Non è un caso che il movimento più famoso contro il disboscamento degli alberi della foresta in India, Chipko, sia stato guidato da donne. La loro interdipendenza sugli alberi era quotidiana e si rifletteva anche nelle loro canzoni e poesie. La natura come terra, come ricchezza, come foresta è arrivata ad essere controllata dagli uomini e soprattutto dagli uomini con potere. Ciò che era feudale è ora legittimato come “corporativo”. La democratizzazione dei rapporti sociali per emanciparli da strutture di patriarcato, razza e casta ha bisogno anche dei non umani per far parte di questa equazione. È la consapevolezza che il pianeta è per tutti, umano e non umano, allo stesso modo. La natura deve essere reinserita nel contratto sociale».

 

Il volume, nato anche dalla collaborazione con il PAV Parco Arte Vivente, raccoglie testi di Atelier d’Architecture Autogérée, Joseph Beuys, Zheng Bo, Critical Art Ensemble, Mariarosa Dalla Costa, Wapke Feenstra (MyVillages), Amy Franceschini (Futurefarmers), Fernando Garcia Dory, Piero Gilardi, Bonnie Ora Sherk, Marko Pogačnik (OHO Group), Marjetica Potrč, Marco Scotini, Bouba Touré, Tiziana Villani, Philippe Zourgane.

 

Nell'arte contemporanea, il pensiero ecologico ha una grande importanza. L’ecologia è interpretata in modi diversi da artisti, creatori di opere, azioni e spazi che sono molto critici nei confronti dei sistemi estetici contemporanei.

Politiques de la Végétation presenta una genealogia e un insieme di esperienze in cui pratiche artistiche, attivismo e produzione di spazi si incontrano per mettere in evidenza i rapporti tra agricoltura e movimenti popolari, la costruzione di comunità urbane e rurali, per considerare anche il ruolo svolto dall'ecologia nelle politiche coloniali.

Artisti, attivisti e teorici discutono sulle pratiche estetiche e politiche in questione, le relazioni e l'uso politico di ciò che di solito appartiene al dominio della “natura” e della scienza, proprio nel momento dell’accelerazione neoliberista e della cosiddetta green economy.

Lontana dall’essere un substrato passivo e silenzioso, la natura è ancora un agente attivo nel cambiamento storico e indissociabile, in quanto tale, dall’azione umana. Dovrebbe quindi essere impossibile parlare di natura in generale, ma di particolari “nature storiche”, dove apparirebbero meno i dualismi natura/cultura, geografia/storia, struttura/sovrastruttura e così via.

 

Per informazioni sul libro: http://www.eterotopiafrance.com/catalogue/politiques-de-la-vegetation/

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