Luca Maria Patella
autoEncyclopédie: "la Scrittura"
A cura di Marco Scotini
Laura Bulian Gallery | FM Centro per l'Arte Contemporanea - via G. B. Piranesi, 10 Milano

Dopo più di trenta anni, Luca Maria Patella ritorna a Milano con un’ampia personale dedicata alla parola visiva e alla scrittura lungo l’intero percorso della sua attività, dagli anni Sessanta ad oggi. La mostra autoEncyclopédie di Luca Maria Patella intende proporsi come una sorta di antologica dell’opera di Patella attraverso la scrittura.

La mostra sarà aperta fino al 23 giugno 2017, dal lunedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00. Ingresso gratuito.

La galleria Laura Bulian è lieta di annunciare l’apertura della mostra autoEncyclopédie di Luca Maria Patella che, dopo più di trenta anni, ritorna a Milano con un’ampia personale. In continuità ideale con la precedente collettiva La quarta prosa (2015), la mostra di Patella è dedicata alla parola visiva e alla scrittura lungo l’intero percorso della sua attività, dagli anni Sessanta ad oggi. autoEncyclopédie è una mostra che, fin dal titolo, si annuncia come il primo capitolo di quella che sarà una vera e propria ricognizione, scalata nel tempo, del lavoro artistico di uno dei più interessanti ed elusivi maestri dell’arte italiana concettuale. 

 

Nonostante Luca Maria Patella si possa considerare un paladino dell’interdisciplinarietà, uno sperimentatore linguistico instancabile e difficile da classificare, del suo multiforme lavoro è stato privilegiato soprattutto il carattere innovatore e spregiudicato rispetto al medium filmico e a quello fotografico, per cui l’artista può essere giustamente annoverato tra gli anticipatori di molte tendenze successive e attuali. Ed è vero che film come Terra Animata (1965-67) o come SKMP2 (1968), così come i suoi “ambienti proiettivi” sono ormai ritenuti dei caposaldi della ricerca multimediale oltre che grandi acquisizioni artistiche. Eppure il linguaggio verbale (tanto nell’oralità che nella scrittura) è sicuramente la materia prima e plastica dell’intera attività di Patella. Anche se la sua ricerca risulta altrettanto distante dalla tautologia di matrice analitica e strutturale che dal cut up della poesia visiva coeve.

 

La parola e il segno entrano nei differenti layout (grafici, fotografici, filmici, performativi) di Luca Maria Patella, proliferando e disseminandosi all’interno e all’esterno dei formati, sotto forma di calembours, di giochi linguistici, di terreni magici che si fanno e si disfano incessantemente, che si sgretolano e si ricompongono a velocità diverse, a differenti focalizzazioni dello sguardo. Le parole si disgregano ciascuna in una molteplicità di sillabe che infrangono il piano semantico per ricomporsi a livello fonetico o viceversa. Ma si moltiplicano anche o si rovesciano riflessi negli specchi, si contraggono in schemi ideografici oppure sconfinano e circolano da un medium all’altro. I codici di lettura e i modelli di comunicazione abituali risultano inadeguati e compromessi, così come vengono messi in discussione le posizioni del percepire e dell’agire del soggetto. 

 

Attraverso il ricorso alla psicanalisi (da Jung a Lacan) e all’infrasottile di Duchamp, quello che Patella intende minare sono le strutture di individuazione e di identificazione con cui noi catturiamo il mondo, le cose e noi stessi. Lo smontaggio di queste strutture intende aprire al possibile, in favore di una materia sempre mobile, di un flusso che non si fissa mai in stereotipi o convenzioni ma è sempre in atto, in divenire. Per questo, oltre i film, le tele fotografiche e gli ambienti istallativi, c’è tutta una intensa attività editoriale che raggiunge oltre sessanta pubblicazioni monografiche di differente soggetto e formato a partire dal primo esplosivo libro d’artista Io sono qui del 1975 fino a tutta la produzione delle sue Gazzette Ufficiali o Ufficiose.

 

Il titolo della mostra allude tanto al primato della parola in Patella quanto alla sua pretesa ironica di fondare un altro sistema completo di cognizioni, inteso ad abbracciare l’intero ambito della conoscenza, dall’arte alla scienza, a partire dalla propria autoanalisi psicanalitica. autoEncyclopédie intende proporsi dunque come una sorta di antologica dell’opera di Patella attraverso, in questa prima fase, la scrittura. Oltre ad essere un omaggio all’altro suo grande maestro, il proto-psicanalista Denis Diderot, al quale aveva dedicato un libro uscito nell’84, Jacques Le Fataliste come Autoencyclopédie, che sarà ripubblicato in occasione delle mostra milanese da Archive Books e Laura Bulian Editions.

“Non appartengo a nessuno - recita il testo di Diderot - e appartengo a tutti. C’eravate prima d’entrarvi e ci sarete quando ne sarete usciti”. E questo, per Patella, non è che l’inconscio.

 

Luca Maria Patella was born in 1934 in Rome, Italy. He lives and works in Rome, Italy.

Selected shows since 2006

2017  Luca Maria Patella. autoEncyclopédie:La scrittura, curated by Marco Scotini, Laura Bulian Gallery, Milan, Italy (solo show)

2016   Versus - La Sfida Dell'artista Al Suo Modello In Un Secolo Di Fotografia E Disegno, Galleria Civica di Modena, Modena, Italy; Luca Maria Patella - Ambienti proiettivi animati, 1964-1984, MACRO Museo d´Arte Contemporanea Roma, Rome, Italy (solo show); Segni, Alfabeti, Scritture. Percorsi Nell'arte Contemporanea Attraverso La Collezione Macro, MACRO Museo d´Arte Contemporanea Roma, Rome, Italy

2015  Egosuperegoalterego. Volto E Corpo Contemporaneo Dell’Arte, MACRO Museo d´Arte Contemporanea Roma, Rome, Italy

2014  Scenario di terra, MART- Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto, Italy; II paesaggio italiano. Fotografie 1950 – 2010, Museo di Roma in Trastevere, Rome, Italy

2013  Anni '70. Arte a Roma, Palazzo delle Esposizioni, Rome, Italy; Project Room. Fotografia dalle collezioni, Centro de Arte Moderna e Contemporanea della Spezia (CAMeC), La Spezia, Italy; Duchamp re-made in Italy, GNAM, Rome, Italy

2012  Ritratto di una città. Arte a Roma 1960 – 2001, MACRO Museo d´Arte Contemporanea Roma, Rome, Italy; Libri d’artista e altri racconti, GAM - Civica Galleria d'Arte Moderna di Gallarate, Gallarate, Italy

Forte Piano: Le forme del suono Prima parte, Auditorium Parco della Musica, Rome, Italy; Ends of the Earth, Land Art to 1974, MOCA, Los Angeles, USA

2011 Lvi Mostra Nazionale Premio Città Di Termoli 2011, Galleria Civica D'arte Contemporanea, Termoli, Campobasso, Italy; Italian Landscape In Photography Of The 1950's–2000's - Stroganov Palace, Saint Petersburg, Russia

2010  Luca Maria Patella. Proiezioni e visioni cosmiche 1965/1969, Galleria Nazionale d'Arte Moderna (GNAM), Rome, Italy (solo show); Ergo, materia. Arte povera, Museo Universitario de Arte Contemporáneo (MUAC), Messico City, Messico

2009 Italics: Italian Art between Tradition and Revolution 1968–2008, Museum of Contemporary Art Chicago (MCA), Chicago, USA; Art of Live - for 5 000 €, La Triennale di Milano. Design Museum, Milan, Italy

2008  Italics. Arte Italiana fra Tradizione e Rivoluzione, 1968-2008, Palazzo Grassi - Francois Pinault Foundation, Venice, Italy

2007  CAPRIBATTERIE la quarta, arteversum, Düsseldorf, Germany

2006  Italy made in art – Now, MOCA Shanghai, Shanghai, China

 

 

Apertura dal 30.03.2017 al 23.06.2017

Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00. Ingresso gratuito.

 

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